Tra le 46 città italiane riconosciute di antica e affermata tradizione ceramica dal Consiglio nazionale ceramico del Mise, Monreale ospita la mostra “Da Picasso a Warhol. La ceramica dei grandi artisti”. La rassegna, promossa dal Comune attraverso l’assessorato ai Beni culturali in collaborazione con la società produttrice Renaissance srl, è curata da Vincenzo Sanfo.
L’esposizione, allestita nella Sala Novelli del Complesso Monumentale normanno Guglielmo II, che gode del patrocinio dell’Ars (Assemblea regionale Siciliana), aprirà al pubblico il 20 giugno e sarà visitabile sino all’8 dicembre.
In un percorso imperniato su 7 temi: Un percorso storico; Cina, tra poesia e contestazione; Latino America e la forma del colore; Presenze italiane; Concettuale d’autore; La gioia della Pop Art; La ceramica al femminile, la mostra presenta circa 100 opere realizzate da 60 artisti, provenienti da collezioni private, in ceramica, terracotta e porcellana, che prendono la forma di piatti, brocche, tazze, sculture e oggetti decorativi.
Con una varietà di riferimenti, profondamente personali o vicini a correnti artistiche, la rassegna si presenta come una antologica senza confini né geografici né stilistici, che ripercorre l’approdo della ceramica, tradizionalmente collocata nel campo dell’artigianalità, al campo dell’arte e della sperimentazione linguistica. Si parte dalla svolta impressa da Pablo Picasso a metà del 1900, quando iniziò a frequentare Vallauris in Francia, avvicinandosi alla produzione della ceramica del luogo.
La grande produzione di ceramiche firmata da Picasso, per un totale di oltre tremila pezzi prodotti dalla fabbrica di Madoura in Costa Azzurra, influenzò, infatti, le generazioni successive di artisti abitualmente dediti ad altre forme di arte, come la pittura, quindi non ceramisti puri. Si va, così, dalle avanguardie storiche di Sonia Terk Delaunay e Marc Chagall, a quelle di Andy Warhol e di Salvador Dalì: il primo, con la rappresentazione delle inquietudini e ironie della cultura di massa della Pop Art, l’altro, con la rappresentazione del sogno surrealista trasferito nella ceramica.
Tra i differenti approcci all’arte fittile e della ceramica d’autore, Salvatore Fiume, Luigi Mainolfi, Marco Lodola e Marco Nereo Rotelli rappresentano, in questa mostra, la complessità della ricerca plastica italiana, mentre le esperienze femminili di Marina Abramović, Yayoi Kusama, Louise Bourgeois, Paola Gandolfi e Jenny Holzer testimoniano un approccio radicale, preciso e consapevole all’arte della ceramica, con precise connotazioni personali.
L’esposizione si pone anche come panoramica ampia sull’arte e i contributi che tanti artisti ad ogni latitudine hanno portato nella millenaria realizzazione e decorazione dell’oggetto in ceramica. Diversi, in questa rassegna, gli artisti e le artiste che hanno conciliato la propria ricerca e il proprio stile con il radicamento territoriale, come espresso dai cinesi Ai Weiwei, Pan Lusheng, Zhang Hong Mei e Xu De Qi, ma anche dagli artisti sudamericani, come Nicolás Leiva, Darío Ortíz, Gustavo Aceves e José Bedia, che riattivano il mito e il simbolo nelle loro opere, rifacendosi alle antiche tradizioni Maya e Azteca, e Julio Le Parc che, invece, applica alla ceramica le sue ricerche sulla luce e percezione ottica.
Originale ancora, infine, il contributo proposto dagli artisti del Nord America, Jean-Michel Basquiat, Keith Haring e Sol LeWitt, che affrontano il medium ceramico come spazio di traduzione di una poetica già consolidata, i primi due nella Street Art, e LeWitt nell’arte concettuale e nel movimento minimalista.
Stefania Fiorucci
un mese faBellissimo, mantenuto bene e ricco di storia. Sono felice che il comune si prenda cura delle bellezze di Palermo. C'era la fila per comprare il biglietto, ma se si compra online si evita l'attesa. Comunque sono stupita del fatto che si debba pagare 50 centesimi in contanti per andare in bagno quando pago un biglietto di 19€! E in contanti! E se avessi urgenza perché ho un problema e avessi solo carta di debito?! Preferirei pagare direttamente 20€ per biglietto ed avere incluso l'accesso ai bagni. Secondo me c'é qualcosa dietro questo. Anche per le famiglie, se devi cambiare il pannolino ad un bambino e non hai contanti cosa fai? Non ha proprio senso.
Pierluigi DL
4 settimane faIl Palazzo dei Normanni è uno dei luoghi più straordinari e simbolicamente densi di Palermo, un edificio che racchiude in sé secoli di storia, potere e stratificazione culturale. È il palazzo reale più antico d’Europa ancora in uso e racconta in modo diretto la complessità della Sicilia, molto più di qualsiasi altro monumento. L’esterno è severo e quasi militare, mentre l’interno riserva la sorpresa più grande: la Cappella Palatina, capolavoro assoluto dell’arte medievale, dove mosaici bizantini, architettura islamica e impianto normanno convivono in un equilibrio irripetibile. Uno spazio di bellezza altissima, che da solo giustifica la visita.
Silvia
2 mesi faMerita la visita completa. Bellissimo palazzo con varie stanze in stili diversi. La cappella al momento è per metà in restauro quindi la visita è stata parziale. Utile l'audio guida. Abbiamo preso i biglietti in anticipo ma l'abbiamo visitata a dicembre quando non c'era molta affluenza. Visita piacevolissima.
Giorgio Corsetti
2 mesi faBellissimo e molto ben gestito. Alcune stanze degli appartamenti reali sono bellissime: in un attimo ci si ritrova immersi nell' arte arabo-normanna. Anche i giardini meritano assolutamente la visita e giustificano il costo del biglietto.
Antonio Bracci
3 settimane faIl Palazzo dei Normanni è una tappa imprescindibile di Palermo: imponente, ricco di storia e simbolo delle molte anime della città. La stratificazione culturale che si respira tra architettura normanna, araba e bizantina lo rende unico e affascinante, testimonianza viva di secoli di potere e convivenza. Consigliatissimo anche solo per comprendere l’identità profonda di Palermo.