La Mostra Libero Farnè Micro-Antologica 1965-2025 in 16 tappe è un’esposizione d’arte contemporanea in programma a Ferrara dal 2 ottobre al 20 dicembre 2026 presso il Torrione del Jazz Club Ferrara.
In Sintesi:
A cinquant’anni esatti dall’ultima memorabile esposizione personale curata allo Studio G7 di Bologna con la presentazione del critico Renato Barilli, il pittore e architetto bolognese Libero Farnè torna all’attenzione del pubblico con un corpus di lavori che ripercorre sei decenni di rigorosa ricerca visiva. Questa rassegna trova spazio nel fitto calendario di eventi oggi a Ferrara, portando all’interno dell’architettura rinascimentale estense una narrazione visiva che spazia dalla metà degli anni Sessanta fino alle elaborazioni grafiche più recenti.
L’allestimento dialoga in maniera millimetrica con la struttura difensiva del baluardo ferrarese. Ciascuna delle sedici nicchie in muratura accoglie un momento specifico dell’evoluzione stilistica dell’artista emiliano, delineando una progressione cronologica e concettuale ben distinta:
Quando si svolge l’evento e quali sono gli orari?
La mostra è allestita dal 2 ottobre al 20 dicembre 2026. Gli orari precisi di apertura al pubblico e di visita delle sale coincidono con la programmazione settimanale del Torrione Jazz Club Ferrara.
Qual è il prezzo del biglietto e dove si acquista?
I dettagli relativi al costo dei biglietti e alle modalità di ingresso non sono stati specificati nella comunicazione ufficiale. Si consiglia di verificare direttamente sui canali ufficiali dell’evento o presso la segreteria del club.
Dove si trova la location e come arrivare con parcheggi?
Il Torrione sorge in Via Rampari di Belfiore 167 ad Ferrara. Si raggiunge agevolmente in auto tramite i viali di circonvallazione interna delle mura, con parcheggi disponibili lungo la cinta muraria e nelle aree di sosta comunali adiacenti.
Cosa prevede il programma principale?
Il percorso raccoglie sessant’anni di carriera artistica articolati in sedici stazioni monografiche: include il ciclo su Einstein, le opere neo-gestuali del 1984 e un’ampia retrospettiva sui lavori su carta realizzati negli ultimi quarant’anni.