, dalle 19 alle 23, per la prima volta la notte blu si concentrerà nel tratto riaperto del Canale di Reno di via Riva Reno, che si accende di blu tra videoproiezioni storiche, visite guidate, musica dal vivo e aperture straordinarie. Una serata che riporta i canali al centro della città e che quest’anno cresce grazie a una rete sempre più ampia di collaborazioni con il territorioCi sono 62 chilometri di portici che tutti conoscono e 62 chilometri di canali che quasi nessuno conosce perché non li vede. , dalle 19 alle 23, la Notte Blu torna per la sua decima edizione a portare in superficie un’altra Bologna: quella d’acqua.Promosso da Canali di Bologna, l’evento si concentra quest’anno in un’area che si potrebbe definire il “Distretto delle Acque” che riunisce i tre luoghi simbolo del sistema idrico cittadino: il tratto riaperto del Canale di Reno in Via Riva di Reno, l’Opificio delle Acque e l’area dell’antico Porto con il Canale Cavaticcio.
Un perimetro percorribile a piedi che, per una notte, diventa un’unica scena urbana. La riapertura del Canale di Reno ha restituito ai bolognesi un tratto rimasto invisibile per 70 anni, ma da oltre 800 anni la sua acqua scorre in città e Canali di Bologna se ne prende cura e la gestisce da allora.La Notte Blu nasce proprio da qui: dalla volontà di raccontare e far vivere i canali alla città.
Per tutta la serata il tratto scoperto sarà illuminato di blu, mentre sul retro della Chiesa di Santa Maria della Visitazione — edificata a partire da un ponte sull’acqua — scorreranno in loop le fotografie storiche dei canali (si ringrazia per la concessione Cineteca di Bologna, Fondazione Carisbo e Fausto Malpensa): le immagini di com’erano i canali, proiettate su ciò che è tornato a essere. «Sembra che i bolognesi abbiano riscoperto i propri canali solo di recente, ma questa rete d’acqua, spesso nascosta alla vista, attraversa la città da oltre ottocento anni.